Sì, odio le persone che parlano più di me! Forse perchè è quasi impossibile. Ma qualcuno a volte ci riesce...
lunedì 22 settembre 2014
Riccardo, mio orgoglio e vanto.
Se si risale alla data, sul blog v'è traccia di questo mio indelebile ricordo.
Mi vide in lacrime già all'inno e da quel giorno qualcosa successe nel suo ancor piccolo cuore. Aveva nove anni, l'età in cui decidi la tua squadra.
E quella sera, su viale dei Gladiatori, mi disse: "Papà...ho deciso. SONO DELLA ROMA!"
Il mio di cuore per un attimo vacillò, ma non lo diedi a vedere. Lui continuò a guardarmi per cercare di notare in me una reazione. Ma mentre palesavo indifferenza, un'altra lacrima solcò la mia guancia.
Mi accarezzò ed asciugò quella goccia di pianto, senza dire nulla. Sorrise soltanto...
L'altro giorno gli ho chiesto se avesse da fare domenica o se volesse andare allo stadio. La risposta è stata: "Nessuna cosa è più importante della Roma, papà. Qualsiasi altro impegno si annulla da solo. Si va allo stadio." Oggi eravamo di nuovo lì, per l'ennesima volta dopo quel mercoledì di settembre del 2008.
A piangere, abbracciati, insieme.
DAJE!
"E se un giorno er Signore me vorà
vojo mi fijo accanto e pure in coma
je vojo senti' di' du' cose sole:
papà te vojo bene e Forza Roma!!!"
Unico Grande Amore
Un solo Amore: Unico e Grande
Una sola strada: Tutta in Curva, la più bella Curva del mondo
CURVA SUD ASR
sabato 20 settembre 2014
giovedì 11 settembre 2014
...forse sì, eri troppo bella
(Ugo Tognazzi - L'anatra all'arancia)
mercoledì 10 settembre 2014
...su Roma. E sur mondo.
Non so di chi sia questo brano. L'ho trovato in rete. Non me ne voglia l'autore. Lo trovo di una bellezza unica.
Potrei averlo scritto io per quanto lo sento mio. Ma non l'ho fatto...
"Aho te ricordi la prima volta che siete usciti e l’hai portata ar centro de Roma?! Quando sei tornato c’avevi 'n sorriso che non t’ho mai visto.” - “Carcola ancora ce l’ho se ce ripenso, anzi famo che quando stavo con lei ce l’avevo 24 ore su 24.
Pensa che mi madre sé preoccupata, pensava c’avessi avuto na paralisi o addirittura avessi cominciato a famme de droghe pesanti.
In effetti io j’ho detto che me drogavo, me drogavo de na ragazza. Me drogavo della semplicità che c’aveva, della bellezza che tirava fori pure coi capelli legati, il pigiama, e le ciavatte.
Quanto cazzo è bella lei manco se ne accorge, c’ha una fila che manco sul Raccordo Anulare trovi.
Però pe cercà de entrarje dentro ar core io me so fatto tutta la corsia preferenziale, ho saltato la fila perché volevo esse er primo a conquistalla.
Er primo su Roma. E sur mondo."
venerdì 5 settembre 2014
giovedì 28 agosto 2014
L'esperienza te frega...
La tua vita inizia quando smetti di compararla con quella degli altri o col tuo vissuto precedente. Ogni persona che incontri è UN'ALTRA persona. Affidarsi sempre all'esperienza è come fidarsi ciecamente della statistica. La quale non è una scienza esatta. (Nazzareno Neno Tomei)
mercoledì 27 agosto 2014
Battutari romani
"Aho...sei così secco che pe' lascia' l'ombra per tera devi passa' du' vorte!"
Trovame un altro popolo più geniale ed immediato.
GENS ROMANA IMPERAT
domenica 24 agosto 2014
Storie d'autogrill
"Un cappuccino di soia, uno scremato, un latte macchiato scuro freddo e uno chiaro tiepido. E un caffè. D'orzo."
Giurerei di aver letto sul labiale del barista qualcosa dal significato diametralmente opposto al classico "Buona domenica"...
mercoledì 13 agosto 2014
I sordi...
(Marisa, Mia Madre - 1936 - 2009)
sabato 9 agosto 2014
Ciao Gino...
Un altro pezzo di storia della nostra vita che se ne va.
Sarai sempre nei miei pensieri come quel grande uomo che sei stato.
Salutami "chi sai". Stasera ti staranno aspettando, per cenare, tutti insieme.
Ciao Sor Gino...
domenica 20 aprile 2014
15 anni.
15 anni. Un traguardo importante. Soprattutto per me che con te mi sento uomo nuovo ogni giorno. Nuove sfide ci attendono e grandi soddisfazioni saranno nostre. Godi di questi momenti per prepararti ad altri sempre migliori.
Auguri Vita Mia.
Papà.
venerdì 10 gennaio 2014
Quarant'anni...AUGURI!
Da quella mattina in cui venimmo svegliati, io (sette anni) e Pier Luigi (quattordici), di soprassalto da zio Lorenzo, bonanima. Il primo pensiero fu, riferito a zio "ma questo che cazzo ci fa qua?"
No, forse "cazzo" a sette anni non lo dicevo, ma rende meglio l'idea dello sgomento.
Era venuto per svegliarci, per mandarci a scuola, perchè mia (nostra, come piace tanto a te) madre, nottetempo ed in sordina come sempre, era dovuta anna' a partori' 'sto rompicojoni! Aveva chiuso bottega la sera prima e la notte se n'è annata alla clinica S. Marco, come già aveva fatto in precedenza altre due volte. In trincea, fino all'ultimo. Da vera donna.
Ma torniamo al rompicojoni.
Quanno lo portarono a casa, col corpo piccolo piccolo e co' quer capoccione pieno de capelli, me fece tenerezza. Non ho mai provato invidia o gelosia o almeno non me ricordo. Me ricordo che lo guardai, sul lettone e dissi a mi' madre e mi' fratello Pier Luigi: "Adesso bisogna chiamallo Filippo. Io mi chiamo Nazzareno, come nonno Neno e lui lo chiamiamo Filippo, come nonno Pippo. Ok?"
Mia madre mi guardò, con quella dolcezza che nessun altro mai mi ha regalato in uno sguardo solo, e mi rispose: "Va bene. Dobbiamo chiederlo anche a papà, però. Vai tu dai..."
Mio padre è sempre passato per un duro, uno che non aveva paura di nessuno, a me però non ha mai saputo (o è riuscito) a dire di no.
E sicuramente, in quel caso, non ce n'era neanche bisogno. Era giusto. E forse lo pensavano già entrambi. Era un dopopranzo ed era seduto in poltrona. L'epilogo, mio caro lettore, lo sai già. Filippo fu.
Quindi ringraziame se sei Filippo, l'"amante dei cavalli".
Forse so' più le vorte che m'hai fatto e che me fai incazza', rispetto a quelle che m'hai dato soddisfazione, ma sappi che la porta de casa mia sarà sempre aperta. Te vojo bene capocciò...AUGURI!
P.S. Ma, dopo che sei entrato, richiudila 'sta porta, che fa corente...;-)
giovedì 17 ottobre 2013
Ottobrata romana
E ottenebrante...
giovedì 4 luglio 2013
Dormi...
Le conosci. A memoria. Ma le guardi come si guarda un figlio che torna dalla guerra sano e salvo.
Lo conosci a memoria. Ma lo esamini in ogni millimetro di pelle. Per vedere se è cambiato...
Torni ad incrociarne lo sguardo...e la fierezza di non aver mai abbandonato un sogno ti coglie e ti riempie l'anima. Ora dormi, e riposa...
MAI SOLA. MAI.
venerdì 21 giugno 2013
Esami di terza media.
Sei Tomei. Petto d'acciaio e cuore da lupo. Con la tranquillità e naturalezza di chi sa, vai e torna vincitore. Vai e spacca tutto!
lunedì 27 maggio 2013
Mi piace. Mi piace un cazzo!
Ripeti per anni cose a persone che, puntualmente, non ti ascoltano. Come te giri, le trovi a mette mi piace sul primo status che, puntualmente, dice le stesse cose che hai ripetuto fino alla secchezza delle fauci. E dei coglioni.
mercoledì 22 maggio 2013
Brindo...
Paco Ignacio Taibo II, Cuatro manos
domenica 12 maggio 2013
Parole...
Il secondo te lo aspetti, spesso rassegnato.
Aspettando il primo puoi morire, disperato.
(NNT)
LA DONNA DELLA MIA VITA
"Le donne in fondo non cercano veramente la bellezza in un uomo. La bellezza stufa, svanisce. Le donne vogliono ridere. È per questo, Neno mio, che tu hai sempre una marcia in più. Tu sai farle ridere."
(Marisa, mia madre 1936 - 2009)
Storia di un grande amore. Ciao, donna della mia vita.
Mi manchi tanto...
martedì 7 maggio 2013
La nuova politica
La
politica sta cambiando finalmente. Quella strana abitudine di tappare
le buche e ripristinare i manti bituminosi prima delle elezioni comunali
è finalmente sparita. Le strade di Roma restano campi minati esplosi.
Neanche le campagne elettorali sono più quelle di una volta.
LI MORTACCI VOSTRA.
sabato 4 maggio 2013
La tua arma più forte
lunedì 31 dicembre 2012
MESSAGGIO DI FINE ANNO:
mi dispiace deluderti, ma il calendario, per tua opportuna conoscenza, è solo una convenzione che gli uomini si sono dati per scadenzare lo scorrere del tempo.
Chiedere o auspicarsi tempi migliori, solo perchè un numero è stato scritto in rosso su un foglio, è un affronto all'intelligenza. Come quella volta che credevi che il mondo finisse perchè uno scalpellino maya s'era rotto di scrivere, qualche migliaio di anni fa.
Dopo mezzanotte sarai il solito stronzo e la tua vita sarà identica a ora.
Finchè non capirai che sei tu il primo a dover cambiare, ammesso che tu lo voglia, e che, se il mondo che ti circonda finirà, sarà solo perchè tu lo hai voluto.
Ora continua pure a far finta di niente e a sperare che tutto cambi da solo, ma finalmente qualcuno ti ha detto che non è così.
No, non mi ringraziare. Vai e festeggia.
Si, si, buon anno anche a te...
Nazzareno Neno Tomei
lunedì 3 settembre 2012
lunedì 28 maggio 2012
In ricordo di un VERO amico...
FIERO DI ESSER STATO TUO AMICO E DI AVER VISSUTO CON TE QUEI FAVOLOSI ANNI. Anni in cui potevo affrontare il diavolo in persona, perchè c'eri tu al mio fianco!
SE E' VERO, COME SCRIVEVAMO SUI MURI, CHE CHI MUORE CONTINUA A VIVERE NELLA LOTTA E NEL CUORE DELLA SUA GENTE, TU SARAI PER SEMPRE IMMORTALE.
CIAO SQUALO...PRESENTE!!!
venerdì 1 ottobre 2010
La secessione der somaro - dedicato a quell'imbecille de bossi (er somaro)
Un ciuccio attempatello e scarcagnato
-che ar cambio ormai nun vale più ‘na sega-
er socio der Sovrano Re Patacca,
(quello che cià er pendaglio raggrumato
ma core appresso a tutte le patonze)
se ne sortì, grattannose la panza,
cò na frasetta pè alliscià la Lega:
“li romani, sò porci, sò ladroni e sò magnaccia!”
Pè scaccolasse via ‘sta vijaccata
ed allustrasse er popolo indignato,
li servi der Patacca fanno er coro:
ma nun è gnente, è solo ‘nà frescaccia,
‘na cosa detta senza la malizzia
da chi nun sa tenesse un cecio in bocca!
Ce vole propio tanta cattiveria
pè penzà che er somaro raja il vero.
Anzi, er ciuccio, a ripensacce mejo,
-informeno i scagnozzi der Magagna-
è solo un martire der libbero penziero.
E quanno torna ne la Capitale,
ve la fa vede lui Roma Capoccia,
cor fatto che ha inventato la padagna
-la gran cuccagna fonte di bisboccia
je svòta la saccoccia e se la magna.
Se va a rubbà la trippa puro ai gatti
e fa er federalismo cò l’abbacchio.
Ma li romani a ‘sti buffoni a cacchio
che calano da loro a cercà rogna
ar massimo je fanno ‘na scafetta,
e pe risponne ar ciuco ed ar suo rajo
-romani sì, ma mica sò cornuti-
je fanno con il voto un ber cucchiaio
e poi con carma -tranquilli, nun c’è fretta-
li vonno vède all’arberi pizzuti.
(28 settembre 2010 "La Repubblica" - Ellekappa, vignettista)
lunedì 20 settembre 2010
Auguri ROMA MIA...
"Roma è la capitale del mondo! In questo luogo si riallaccia l'intera storia del mondo, e io conto di essere nato una seconda volta, d'essere davvero risorto, il giorno in cui ho messo piede a Roma. Le sue bellezze mi hanno sollevato poco a poco fino alla loro altezza"
(Johann Wolfgang von Goethe, Italienische Reise, 1813-1817)
140 anni di ROMA CAPITALE...Auguri ROMA MIA...
giovedì 9 settembre 2010
Questa è Roma!!
solo roba da qualche giorno di riposo. Comunque, amico la cosa che
conta davvero è che tu stia bene. Torna presto roccia, ti aspetto grande
roscio giallorosso». QUESTA E' ROMA!!!!
E domenica...Cagliari!!
venerdì 16 luglio 2010
Pink Floyd - Sorrow
plumes of smoke rise and merge into the leaden sky
a man lies and dreams of green fields and rivers
but awakes to a morning with no reason for waking
He's haunted by the memory of a lost paradise
in his youth or a dream, he can't be precise
he's chained forever to a world that's departed
It's not enough, It's not enough
His blood has frozen and curled with fright
his knees have trembled and given way in the night
his hand has weakened at the moment of truth
his step has faltered
One world, one soul
Time pass, the river roll
And he talks to the river of lost love and dedication
and silent replies that swirl invitation
flow dark and troubled to an oily sea
a grim intimation of what is to be
There's an unceasing wind that blows through this night
and there's dust in my eyes, that blinds my sight
and silence that speaks so much louder than words
of promises broken
lunedì 5 luglio 2010
giovedì 1 luglio 2010
Talis pater...
IO: "Giallorossi si diventa perchè essere romanisti significa avere tutto e tutti contro. Perchè ciò non ti affligge, ma ti esalta. Perchè la scelta implica il coraggio...ciao Lupetto MIO!!"
RICCARDO: "Ciao mia guida spirituale che mi hai mostrato il paradiso giallorosso e mi hai tirato fuori dall'inferno rossonero e mi hai reso assoluto nemico biancoceleste!"
11 anni...a volte quest' "uomo" mi lascia senza parole...:-)
martedì 29 giugno 2010
Onore al Guerriero. Onore a Pietro Taricone.
Un grande. Uno che li ha fregati tutti. Con le loro stesse armi. Gli ha dato ciò che volevano e poi ha fatto di testa sua. Con intelligenza. Con l'intelligenza che nessuno gli avrebbe mai attribuito. Ti ho sempre ammirato, anche quando facevi il coatto, sapevo che dietro c'era il cervello. E poi, chi lo ha detto che coatto è brutto? Onore a te Pietro Taricone, vero Guerriero.
P.S Maurizio Costanzo ha perso un'altra buona occasione per stare zitto. Invece di onorare la memoria dell'UNICA persona che non si è fatta USARE dal lui, ha fatto valutazioni tecniche sull'aeroporto di Terni e sulla sua probabile pericolosità. Adesso è diventato anche un perito specializzato. Uso una frase che a lui piace tanto: la mamma dei cretini è sempre incinta". E stavolta il parto era plurigemellare Maurì...mercoledì 23 giugno 2010
...du lettere romane de Romana imperfezione e quell’accento forte fallo bene è DISTINZIONE!
A Roma dimo aò
e a molti po’ sembrà scortese
aò è pe n’amicizia che
non dura solo un mese
Strillato o a voce bassa
scritto o appena pronunciato
me girerò pe te
perché so che
tu m’hai cercato
E c’è chi dice che
sia solo da maleducati
A dillo so sti
quattro perbenisti ripuliti
Noi a Roma dimo aò
che c’hai bisogno de qualcosa?
Aò è pe mi madre
pe n’amico
e pe na sposa
Ce basteno du lettere
due sole
pe chiamasse
Noi a Roma dimo aò
e basta questo pe girasse!
Du lettere romane
de Romana imperfezione
e quell’accento forte
fallo bene è
DISTINZIONE!
giovedì 17 giugno 2010
17 Giugno 2001...Un'emozione indelebile!
Sempre e soltanto te nel cuore e nell'anima...
lunedì 14 giugno 2010
giovedì 3 giugno 2010
"DE PADRE IN FIJO"

Se torno un poco indietro co' la mente
le immagini de tanta tanta gente
avvolta in quelle sciarpe giallorosse.
La mano a papà mio strignevo forte
mentre annavamo pe' via dei Gladiatori
c'avevo du' gambette corte corte
e dentro a me pensavo: "daje cori".
Allora me chiedeva con orgojo:
"che famo? Annamo sulla Montagnola?"
e intanto preparava er portafojo:
a lui er Borghetti e a me 'na Coca Cola.
Poi se girava e me guardava er viso,
cambiava strada e annava ar botteghino,
nun posso mai scordamme quer soriso
pe' avè fatto felice un ragazzino.
Come faccio a descrive st'emozione,
a divve che c'avevo pe' la testa,
co' l'occhi appiccicati a quer pallone
aspettanno er tiro giusto pe' fa festa.
Quant'anni so' passati da quer giorno.
Quante majette, quanti giocatori;
ar Circo Massimo quante persone attorno
mischianno gioie assieme coi dolori.
Però 'na cosa è rimasta come prima,
e me fa batte er core anche più forte:
mo tocca a me tene' quella manina
che me viè dietro co' du' gambe corte.
E' un sogno che s'avvera un po' pe' vorta,
porta' mi fijo dentro a quello stadio,
spiegaje chi è che sta tiranno in porta,
faje sentì Carletto nella radio.
La vita a me m'ha dato prorio tanto,
c'ho un lavoro, na moje, un ragazzino
che me vo' bene e me se mette accanto
quanno je parlo de Conti o der Divino.
E se un giorno er Signore me vorà
vojo mi fijo accanto e pure in coma
je vojo sentì dì du' cose sole:
papà te vojo bene e FORZA ROMA!!!
venerdì 28 maggio 2010
NASCE “MYROMA”: E' UN GIORNO STORICO PER LO SVILUPPO DELL'AZIONARIATO POPOLARE IN ITALIA

Nasce a Roma, presso la sede dell’Ente EUR S.p.A., "MyRoma", l'associazione dei sostenitori giallorossi con l’obiettivo di far partire dalla Capitale il primo progetto tricolore di "Azionariato Popolare".
Gli 83 costituenti di "MyRoma" (tanti quanti gli anni della A.S. Roma), tra cui importanti professionisti e personaggi del mondo del cinema, della musica, dello sport, della politica e della formazione universitaria, si sono riuniti per l’approvazione dello Statuto, del Codice Etico e del Documento Programmatico della costituenda Associazione.
“E’ un sogno che diventa realtà per tutti noi che abbiamo creduto, sin dall’inizio, nell’idea di un progetto focalizzato sull’Azionariato Popolare, in linea con quanto già avviene nel resto d’Europa”, ha dichiarato Walter Campanile (Fondatore di “MyRoma”). “Il popolo giallorosso deve ambire a diventare come le tifoserie dei più importanti club europei, dove i tifosi collaborano con la Società per lo sviluppo globale del marchio sportivo e sono parte del progetto economico-sportivo della Società stessa.
La presenza di oltre 170 progetti di azionariato popolare in tutta Europa conferma il trend di crescita di questo fenomeno. Oggi MyRoma ha visto, tra l’altro, la presenza dei rappresentanti della Supporters Direct e del Trust dell’Amburgo SV. Pensare che il Barcellona F.C. ha attualmente più di 175 mila soci è solo un ulteriore stimolo a realizzare questo nuovo grande sogno giallorosso.
Un club supportato da una struttura di azionariato popolare è una realtà più ricca e vicina alle esigenze dei propri sostenitori, oltre che capace di rispondervi in tempo reale. Noi di MyRoma ci crediamo e vogliamo realizzarlo insieme all’A.S. Roma”.
Stasera ho fatto l'amore con LEI.
Giro in centro con mio figlio e finale al Gianicolo.
Lui che mi riempiva di domande ed i miei occhi lucidi che rispondevano insieme alle mie parole...
Sta imparando ad amarla.
Se riuscisse a farlo almeno la metà di quanto la amo io, sarebbe già abbastanza per il suo ancor piccolo cuore...
domenica 23 maggio 2010
La verità delle cose...
(Cartesio)
venerdì 21 maggio 2010
mercoledì 19 maggio 2010
Questo era prima di Verona

CARMINE FOTIA
"Il calcio sono io", proclama dalla copertina del primo newsmagazine italiano l’allenatore più arrogante del mondo. "Il calcio siamo noi", gridano invece ventimila cuori giallorossi in marcia per Verona per l’ultima pagina di un campionato bellissimo e esaltante. Per vivere fino all’ultimo l’emozione di una stagione indimenticabile. In quell’"io" di Mourinho c’è l’apoteosi di un guappo di cartone (come lo scudetto del 2006), capace di fare lo spavaldo solo dall’alto delle risorse illimitate che gli vengono messe a disposizione. Quelle economiche, ma anche quelle di potere, dal momento che dal processo di Napoli emergono comportamenti dei dirigenti nerazzurri non poi così diversi da quelli di Moggi e dei suoi complici. Il Guerin Sportivo ieri in edicola ha fatto due conti in tasca ai nerazzurri: in 14 anni hanno accumulato perdite per un miliardo centocinquantamilioni di euro. Moratti ha messo in questo buco nero settecentoquaranta milioni di euro. Sono le cifre di una gestione economica insensata, fatta di campagne acquisti faraoniche (qualcuno sa dirmi che fine ha fatto Quaresma, acquistato la scorsa estate per trenta milioni di euro?). Mi sapete dire che razza di grande impresa sarebbe quella di Mou, se anche gli riuscisse - e non è affatto detto che gli riesca? Se parliamo di scudetti, (e quello di quest’anno è ancora tutto da giocare) l’Inter li vinceva anche con Mancini. Quanto alla Champions, anch’essa ancora in palio, il Milan ha vinto molto di più e ha speso molto di meno. Dunque, qual è stato il valore aggiunto dell’allenatore più arrogante del mondo? Lo spirito vincente, dicono. A mio modo di vedere non è così. E vi spiego con un esempio piccolo piccolo. Non so se avete mai giocato a Risiko. Credo di sì. Allora immaginate di subentrare a un giocatore che vi lascia in eredità 500 carri armati piazzati in Russia con i quali voi dovete conquistare la Jacuzia che si difende con 10. Quando avrete vinto grazie al rapporto di 50 contro 1, voglio vedere se avete il coraggio di vantare chissà quale eroismo o bravura. Avrete solo fatto valere la vostra forza bruta. Dove sta l'impresa sportiva? La nostra, invece, lo è. E grazie ad essa siamo a un passo dal sogno. Per una singolare coincidenza, nello stesso giorno in cui veniva pubblicata l’intervista dell’egolatra del calcio, a Roma, dentro il Colosseo, si incontravano il Gladiatore del cinema, Russel Crowe e quello del calcio, Francesco Totti. Protagonisti entrambi di un film bellissimo. La storia di cui Crowe è protagonista non né quella di legioni invincibili, di eserciti potenti, di condottieri immortali. E’ l’esatto contrario: la storia di un pugno di uomini resi schiavi che si liberano lottando contro l’ingiustizia e la tirannide. Perciò nel loro grido di battaglia "Forza e Onore", non si sente l’eco della retorica bensì quello della forza dell’oppresso che si ribella al potente, dell’onore che è anzitutto lealtà verso i propri compagni. Tradotta nel calcio è la storia della Roma di questi ultimi anni , di cui Francesco Totti è stato ed è la bandiera. Quella Roma di Franco Sensi che denunciava Calciopoli, che si opponeva sul campo e fuori allo strapotere bianconero. E che oggi si oppone al superpotere dell’Inter, cui si inchinano arbitri, istituzioni e mass-media e che, come abbiamo visto, è fondato su risorse economiche illimitate.
Qui si respira un’altra aria, cara Milano Sprecona! Quella - come scrive sempre il Guerin Sportivo, attribuendo alla Roma lo Scudetto dei Bilanci - di una gestione economica sana, affidata a due donne di ferro, Rosella Sensi e Cristina Mazzoleni. Bilanci a posto e squadra competitiva. Mi piacerebbe vedere l’egolatra allenare una squadra che non si può permettere follie sul mercato. Sì, mi piacerebbe proprio vederlo! Intanto io mi coccolo Mastro Claudio che, da vero romano, gli ha risposto in modo lapidario :"Che Noia!". Effettivamente, che noia mortale quelli che sanno dire solo io, io, io!
L’egolatra dice che il calcio italiano non gli piace, ma lui è la quintessenza del peggior modo d’essere del calcio italiano, quello che si esprime nella logica del vincere a tutti i costi, a qualsiasi prezzo e con qualsiasi mezzo. No, il calcio non sei tu. Il calcio siamo noi, questi colori, questa gente, questa città idealmente oggi tutta in marcia per Verona. Per sognare non servono denaro e potere, servono cuori puri e menti libere. Serve il coraggio. Serve l’amore. Serve la Roma.
martedì 18 maggio 2010
Noi siamo questi...
| Lunedì 17 Maggio 2010 | ||
| da "IL MESSAGERO" | |
| di ENRICO VANZINA C’ERO. Al Bentegodi, intendo. C’ero, perso tra ventimila tifosi giallorossi venuti a Verona per tifare Roma. C’ero. E per fortuna che c’ero. Perché dopo quasi cinquant’anni che tifo Roma, proprio nel giorno in cui “ non è successo” ho capito fino in fondo cosa significa il vecchio detto” la Roma non si discute, si ama”. Come fai a non amarla? Tosta, indomita, sei volte seconda negli ultimi dieci anni, piccola ma grandiosa, verace, sportivamente ineccepibile, sognatrice anche quando nessuno sogna più, filosofa, credente, pazza nella sua lucidità. Bisogna per forza amarla. Perché la Roma è la Roma. Mi ha detto un veronese seduto accanto a me: “ Siete la tifoseria più bella del mondo”. Vedere un Bentegodi tinto di giallo e rosso, come l’Olimpico, gli aveva dato i brividi. Li ha dati anche a me. No, non c’è proprio niente da discutere. Forza Roma for ever. E’stata una favola. I nostri nemici adesso gongolano, pensando che ce la siamo presa in quel posto. Invece in quel posto l’hanno presa loro. Che figurone. Quarantotto punti nel girone di ritorno. Roba da fenomeni. Che stile il signor Ranieri. Serio, pacato, mai sopra le righe. Gli altri invece? Lasciamo perdere. E in campo che ragazzi impagabili. Perché quella di Verona non era una partita facile. L’hanno interpretata alla perfezione. Mettendoci il talento, le gambe, il cuore e soprattutto la testa. E la fede. E poi diciamolo. Un primato forse inutile, ma di grande valore morale, lo abbiamo vinto. In questo campionato siamo arrivati primi tra gli italiani. L’Inter, infatti, non è una squadra italiana. E’ una multinazionale globale dove giocano i petro-euro e un esercito di mercenari. Manco un italiano a tempo pieno. Non è questione di nazionalismo ma da noi giocano Francesco, Daniele, Simone, Luca, Matteo, Marco e un altro Marco che fa di cognome Motta. Mentre il loro Motta fa di nome Thiago. Che a Milano come Motta fa impressione, no? Ma dice tutta la ridicola verità. Su di uno striscione srotolato in curva, a Verona, si leggeva “Chi tifa Roma, non perde mai”. E’ proprio così. Puoi arrivare secondo ma è come se avessi vinto. E soprattutto tifando Roma non perdi mai l’onore. Altri, invece, tifano addirittura contro la loro squadra. Perdendo, oltre la partita, anche un po’ della loro dignità. Lo so, zeru tituli. Ma chi se ne frega. Il titolo più bello da leggere sui giornali, per noi, è sempre lo stesso: Grazie Roma. |
lunedì 17 maggio 2010
CHI TIFA ROMA NON PERDE MAI!! (2)
domenica 16 maggio 2010
giovedì 13 maggio 2010
Tutti e tutto contro...
(Paolo Zappavigna)
lunedì 10 maggio 2010
domenica 9 maggio 2010
Ti piace vincere facile? Cambia squadra, Roma non fa per te.
mercoledì 5 maggio 2010
lunedì 3 maggio 2010
TREMA, davanti a te c'è ROMA
Non smetterò mai di lottar, per questa maglia storica, il passato non si dimentica! Battiamo le mani da veri romani, per questa città che è magica!
sabato 1 maggio 2010
DE ROSSI: ´CI CREDEREMO FINO ALL´ULTIMO MINUTO DELL´ULTIMA GIORNATA´
lunedì 26 aprile 2010
ROMA, ROMA MIA, nun te fa incantà, tu sei nata GRANDE e GRANDE hai da restà...
sabato 24 aprile 2010
venerdì 23 aprile 2010
mercoledì 21 aprile 2010
auguri amore mio...Auguri ROMA MIA...
Roma caput mundi...
martedì 20 aprile 2010
domenica 18 aprile 2010
Perchè parli?
Caro Reja,
io te rispetto. Partiamo da questo presupposto. Te rispetto perchè me sembri una persona seria, perchè allenavi a Spalato che è 'na città che me piace. Io te rispetto perchè hai preso una squadra che stava a annà in B e comunque la salverai (credo).
Ma sei de Gorizia, che co tutto er rispetto non è manco Lazio e evidentemente non conosci bene le tradizioni calcistiche della capitale.
E me spiego. Totti ha fatto il gesto perchè avete scajato 'n'artra vorta, avete perso. A noi, se voi ce state o no, non ce interessa. Quelli che rosicano siete voi. Quelli che nun arrivano mai all'uva siete voi.
Abbiamo strippato fino all'ultimo questo si. Ma famme un favore.
Tu che nella tua vita hai cambiato 4 squadre da calciatore e 22 da allenatore(!!) sciaquate la bocca, onora e porta rispetto a persone come FRANCESCO TOTTI e DANIELE DE ROSSI che nella carriera hanno scelto di onorare solo una maglia e soltanto due colori. E questo lo fanno con l'amore, con la passione con la dedizione di chi non riuscirebbe mai ad avere un'altra maglia addosso.
Il gesto del Capitano era solo per sottolineare il fatto che, ancora una volta. come spesso succede, la lazzie ha perso. Solo questo. Se voi andate in B non è colpa di Totti, e forse manco tua.
Quanto al comportamento dei TUOI giocatori in campo e soprattutto a fine partita "qualcosa è successo" per usare le tue parole, appunto...quindi: IO AL POSTO TUO STAREI ZITTO!
PS: il tuo cognome fa rima co "sveja"...davvero pensavi de vince??
AS ROMA
TU CALCIA IL CUOIO CHE IO PORTO IL VANTO!
venerdì 16 aprile 2010
fingo di essere così...
scende lenta su di me, ogni goccia di memoria...lava i miei sorrisi...dispiaceri travestiti da esperienza...fingo di essere così, privo di un sapore amaro in bocca...
mercoledì 14 aprile 2010
lunedì 12 aprile 2010
mercoledì 7 aprile 2010
lunedì 5 aprile 2010
domenica 4 aprile 2010
"Meglio vivere osando che non conoscere né vittoria né sconfitta..." (Gaius Iulius Caesar)
Odio il pareggio.
Lotto fino allo stremo delle forze e fino all'ultima goccia di sangue, ma preferisco riconoscere di aver perduto che pattare. Rendere onore a chi mi ha battuto, piuttosto che non sapere chi dei due era il più forte.
ONORE AL VINCITORE.
Ed anche allo sconfitto, perchè ha lottato...e perduto...
(Nazzareno Neno Tomei, legionario di Roma, CAPUT MUNDI)
venerdì 2 aprile 2010
mercoledì 31 marzo 2010
Sei solo
Sei solo, perché manchi d’allegria,
perché te piace vive da eremita,
perché ‘n’ te se ricuce la ferita,
perché cjai quarche strana malattia.
Sei solo, chè nun cjai ‘na via d’uscita,
e li pensieri ‘n’ se ne vanno via,
perché la strada tua, nun è la mia,
perché t’ha preso a schiaffi, questa vita.
***
Sei solo, perché t’hanno ‘mbambolato,
t’hanno fatto fa’ er mimo, o ‘r manichino,
perché vivi da guru o da scienziato.
***
Io prego l’intervento der Divino,
che àrivi prima ch’esci arivòrtato,
come che s’ariggira ‘n pedalino.
***
Stefano Agostino
martedì 30 marzo 2010
“Perchè mi dimetto da Papa”. Pedofilia, le parole che Ratzinger non ha detto
Se Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, si fosse chiamato papa Francesco I o Zeffirino I al popolo d’Irlanda avrebbe scritto la seguente lettera:
Signore e Signori, donne e uomini d’Irlanda,
non vi chiamo «Carissime e carissimi figlie e figli» come è usanza edulcorata nei documenti ecclesiastici anche perché non posso rivolgermi a voi con espressioni affettuose come se nulla fosse successo. Mi rivolgo a voi, non con distacco, ma con timore e tremore, con rispetto, stando a debita distanza, in punta di piedi e consapevole che nessuna parola può lenire la vostra rabbia, il vostro dolore e il marchio che in modo indelebile è stato impresso sulla vostra carne viva. Io non sono degno di rivolgermi a voi con parole di affetto.
Vi scrivo per dirvi che presto verrò a trovarvi, verrò solo, senza seguito e senza fanfare: a piedi nudi e a capo scoperto, umile e penitente, sì, come si addice al «servo dei servi di Dio». Verrò per inginocchiarmi davanti a voi e chiedervi perdono dal profondo del cuore perché su una cosa non possiamo, voi ed io, avere dubbi: la responsabilità di tutto ciò che ha coinvolto i vostri figlie e figlie, virgulti innocenti, rovinati per sempre, è mia, solo mia, esplosivamente mia. Mi assumo totalmente la responsabilità della colpa di pedofilia di cui si sono macchiati molti preti e religiosi in istituti e collegi sotto la giurisdizione della Chiesa cattolica.
In quanto vescovo della Chiesa universale non ho parole e sentimenti per alleviare il tragico giogo che è stato posto sulle vostre spalle. Sono stato per oltre un quarto di secolo a capo della congregazione della dottrina della fede e non ho saputo valutare la gravità di ciò che avveniva in tutto il mondo: negli Stati Uniti, in Irlanda, in Germania e ora anche in Italia e, ne sono certo, anche in tutti gli altri paesi del mondo. La piaga è enorme, estesa e dilagante e io non sono stato capace di leggerne la gravità, la pericolosità e l’ignominia.
Ho preferito salvare la faccia dell’Istituzione e a questo scopo nel 2001 ho emanato un decreto con cui avocavo a me i casi di pedofilia e imponevo il «silenzio papale»: ciò significa che chiunque avesse parlato era scomunicato «ipso facto», cioè immediatamente. Se vi è stata omertà, se vi è stata complicità dei preti, religiosi, vescovi e laici, la colpa è mia e solo mia. Per salvare la faccia, ho finito di dannare uomini e donne, bambini e bambine che sono stati macellati nell’ignominia dell’abuso sessuale che è grave quando accade tra adulti, ma è terribile, orribile, blasfemo e delinquenziale quando avviene su minori.
Non si tratta di poche persone che hanno sbagliato. Mi ero illuso che fosse così, invece ora prendo atto amaramente che la responsabilità sta principalmente in quella struttura che si chiama «seminario» i cui criteri di formazione, io e gli altri responsabili della Chiesa abbiamo varato, mantenuto e preteso che fossero attuati. Con i nostri metodi educativi poco umani e disincarnati, abbiamo creato preti e religiosi devoti, ma avulsi dalla vita e dalla problematicità di essa, uomini e donne inconsistenti, pronti ad ubbidire perché senza spina dorsale e senza personalità. In una parola abbiamo creato mostri sacri che si sono avventati sulle vittime innocenti, appena si sono scontrati con la realtà che non hanno saputo reggere e con cui non hanno potuto confrontarsi. Personalità infantili che hanno abusato di bambini senza nemmeno averne coscienza.
Oggi ritengo che una grande responsabilità sia da mettere in conto al celibato obbligatorio per preti e religiosi, un sistema che oggi non regge, come non ha mai retto nella storia della Chiesa: dietro la facciata formale, ben pochi hanno osservato questo stato che in se stesso è un valore, ma solo se voluto per scelta di vita, libera e consapevole. Su questo punto, prendo l’impegno di mettere all’ordine del giorno il senso del celibato perché si arrivi ad un clero coniugato, ma anche celibe per scelta e solo per scelta.
Vengo a voi, spoglio di ogni autorevolezza perché l’ho perduta e con le mani vuote per chiedervi perdono e subito dopo nella curia romana e nelle chiese locali licenzierò tutti coloro che in qualsiasi modo sono stati implicati in questa dramma. Infine, mentre la giustizia umana farà il suo corso, affiderò il personale responsabile di queste ignominie per curarlo perché si tratta di menti e cuore malati.
Infine, rassegnerò le dimissioni da papa e lo farò dalla terra d’Irlanda, il paese, forse più colpito. Mi ritirerò in un monastero a fare penitenza per i giorni che mi restano perché ho fallito come prete e come papa. Non vi chiedo di dimenticare, vi supplico di guardare avanti, sapendo che il Signore che è Padre amorevole, di cui siamo stati indegni rappresentanti, non abbandona alcuno e non permette che l’angoscia e la sofferenza abbiano il sopravvento. Che Dio mi perdoni, e con lui, se potete, fatelo anche voi. Con stima e trepidazione.
Roma, 19 marzo 2010, memoria di S. Giuseppe, padre adottivo di Gesù.
Francesco I, papa (ancora per poco) della Chiesa cattolica
lunedì 29 marzo 2010
domenica 28 marzo 2010
Il LUPO ha dato la caccia, ha scovato ed ha SBRANATO...

Grazie Dio che m'hai fatto GialloRosso...perchè essere Romanisti significa avere tutto e tutti contro, perchè ciò non ti affligge ma ti esalta, perchè questa scelta implica il coraggio...
AS ROMA 1927... TI AMO!!!
Un ringraziamento particolare a:
- Danielino "Capitan Futuro" DE ROSSI
- Luca "Gulliver" TONI
to be continued...
sabato 27 marzo 2010
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
A TUTTI GLI INTERISTI: non vorrei che vi sfiorasse il pensiero che io stasera sia magnanimo con voi e quindi non commenti la partita per commiserazione nei vostri confronti. Sto solo festeggiando la MIA vittoria. Più tardi mi occuperò anche di voi. Quando avrò tempo.
GENS ROMANA IMPERAT.
giovedì 25 marzo 2010
mercoledì 24 marzo 2010
Li sette colli
Er primo, er più antico, è l’Aventino,
se passa poi via via ar Viminale,
cui normarmente segue er Quirinale,
prima de chiama’ in causa l’Esquilino.
C’è er Celio, quindi, ‘ndo sta l’ospedale,
der marinaio come dell’arpino,
vicino ar Colosseo c’è er Palatino,
a chiude er Campidojo, er più centrale.
E’ su sti colli che s’adaggia Roma,
a cui ho ‘mpacchettato sti sonetti,
pe’ falli intènne mejo, ner suo idioma.
Ma co’ ste strofe qui e sti versetti,
ho solo messo in rima quest’assioma:
che Roma s’ama co’ preggi e difetti.
(Stefano Agostino)
lunedì 22 marzo 2010
CATONE IL CENSORE
"I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori."
Hai Scelto Me - Zucchero
Hai scelto me
Oh no
Quando capita.
Ho scelto te
non lo so
quando capita
so che mi sento diverso
quasi disperso
hai scelto me
e adesso che... e ...
ho scelto te
amore mio
se ti capita fa
che sia tutto diverso...
Fa che sia tutto diverso
c'è un uomo perso
sul treno che
precipita...
che un cielo terso
accendi il blu
se tu...
Hai scelto me
passa di qui
se ti capita...
domenica 21 marzo 2010
ROMA - Udinese
venerdì 19 marzo 2010
Papà, cos'è la Roma? (auguri Papà...)
...La Roma,fijo mio, è 'na fede
nun vojo toje gnente ar Signore
ner quale, unico Dio, continuo a crede,
ma questa è n'altra storia, è n'artro amore
La Roma è quarche cosa che c'hai dentro
ce nasci e mori co' quella passione,
è 'na freccia che ha corpito er centro
der bersajo der còre e daa raggione
La Roma è sorella, amante e madre,
è amica ch'ogni tanto te consola,
si nella vita zozza e ladre,
t'affosseno er morale e la parola
La Roma è stà città che scenne n'campo
è er Colosseo ch'abbraccia er Cuppolone
come pè dije ar monno "nun c'è scampo,
sèmo Caput Mundi d'ogni nazzione!"
La Roma è spirito d'appartenenza,
a 'na bandiera a bande a du' colori,
è quarche cosa che 'n pòi fanne senza,
è tutt'un misto de ggioie e dolori
La Roma è amore, è pura fratellanza,
è 'n coro de 'n mijone de persone
che c'hanno tutte la bòna creanza,
d'avecce in fonno all'occhi st'emozzione
La Roma è quella maja colorata,
cò li colori der foro romano,
tinta cor sangue e d'oro bordata,
d'un giallo-ocra e 'n rosso-pompeiano
La Roma è Roma e resta tale e quale,
si vince, perde, patta o se riposa,
er tifo è uno solo, è solo, è viscerale
a prescinne da chi, da come e cosa
La Roma è fija amata e prediletta
de' 'na città d'origgine imperiale,
e se distingue da l'altra cadetta
che serve solo a fà tifà er lazziale
La Roma è voja e sete de giustizzia
de 'n monno zozzo, marcio e marchettaro,
dov'esse onesti 'n'è cosa propizzia,
va avanti solo chi è ladro e baro
La Roma è er sole, è er sale, è er condimento
che rènne più gustose le pietanze
è rabbia, è forza e onore, è fomento,
è er filo che ce accorcia le distanze
La Roma è vanto, è orgojio, è aspettativa,
che fa speranza de 'na vita intera,
la quintessenza pura e recidiva
de vive 'n sogno fino a che 'n's 'avvera
La Roma è tutto questo e tanto ancora,
che nun posso spiega' co' du' quartine,
te aguro, fijo mio, già sin da ora,
de cresce co' st'amor senza confine !!!
giovedì 18 marzo 2010
martedì 16 marzo 2010
La mia stella (ROMA)
Però, pe’ quanti sforzi che facessi,
scrutanno sopra sotto e in ogni verso,
nun la ‘ncontravo mai,
seppur vedessi.
E sta ricerca vana m’ha disperso,
finchè er tuo nome scritto in cielo lessi
e vidi te, trovanno l’universo…
(La mia stella - Roma in rima)
lunedì 15 marzo 2010
domenica 14 marzo 2010
un altro pareggio inutile, e perciò irritante!
(che, detto tra noi, mi sta sulle palle terribilmente, CRISTIANO...ovviamente...)
sono qui...
sabato 13 marzo 2010
In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte (Friedrich Nietzsche)
Secondo una chiave di lettura vicina alla psicologia (che può portare a comprendere le note attenzioni di Freud verso Nietzsche) e al concetto di "tempo" come tempo dell'anima o "durata" bergsoniana, l' "eterno ritorno" dell'uguale è visto come una trappola statica alla quale è sottoposto il destino umano, che nel suo movimento apparente tra passato, presente e futuro, è necessariamente immobilizzato dalle "scorie indigeste" della propria storia personale, dal proprio substrato psichico, che rallenta e alla fine impedisce ogni progresso o cambiamento.
È proprio questo passato che, rielaborato prima dalla mente del singolo, poi dalle masse tramite processi storici e culturali, si traduce in "ragione apollinea" (il Super Io freudiano), andando ad inibire progressivamente e a rimuovere l' "istinto dionisiaco" proprio dell'era presocratica, preplatonica e precristiana.
Al contrario, tagliare col passato, per sempre e continuativamente, vuol dire rompere il circolo perpetuo che vizia il destino dell'uomo; rompere il cerchio dell'"eterno ritorno" significa aprirsi la via ad un nuovo tempo rettilineo, proiettato verso l'infinito e infinitamente diverso da sé, in costante cambiamento. Eliminare il macigno che l'uomo si trascina appresso dai tempi di Socrate Oltreuomo, e che vede nelle nuove generazioni, svincolate dalla tradizione e dal passato, la possibilità di salvezza per il genere umano. quindi equivale ad una redenzione esistenziale che sfocia nell'nell'Oltreuomo, e che vede nelle nuove generazioni, svincolate dalla tradizione e dal passato, la possibilità di salvezza per il genere umano.
(da wikipedia)








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