
per sempre ti amerò...

Sì, odio le persone che parlano più di me! Forse perchè è quasi impossibile. Ma qualcuno a volte ci riesce...
Sei solo, perché manchi d’allegria,
perché te piace vive da eremita,
perché ‘n’ te se ricuce la ferita,
perché cjai quarche strana malattia.
Sei solo, chè nun cjai ‘na via d’uscita,
e li pensieri ‘n’ se ne vanno via,
perché la strada tua, nun è la mia,
perché t’ha preso a schiaffi, questa vita.
***
Sei solo, perché t’hanno ‘mbambolato,
t’hanno fatto fa’ er mimo, o ‘r manichino,
perché vivi da guru o da scienziato.
***
Io prego l’intervento der Divino,
che àrivi prima ch’esci arivòrtato,
come che s’ariggira ‘n pedalino.
***
Stefano Agostino

Er primo, er più antico, è l’Aventino,
se passa poi via via ar Viminale,
cui normarmente segue er Quirinale,
prima de chiama’ in causa l’Esquilino.
C’è er Celio, quindi, ‘ndo sta l’ospedale,
der marinaio come dell’arpino,
vicino ar Colosseo c’è er Palatino,
a chiude er Campidojo, er più centrale.
E’ su sti colli che s’adaggia Roma,
a cui ho ‘mpacchettato sti sonetti,
pe’ falli intènne mejo, ner suo idioma.
Ma co’ ste strofe qui e sti versetti,
ho solo messo in rima quest’assioma:
che Roma s’ama co’ preggi e difetti.
(Stefano Agostino)
"I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori."
...La Roma,fijo mio, è 'na fede
nun vojo toje gnente ar Signore
ner quale, unico Dio, continuo a crede,
ma questa è n'altra storia, è n'artro amore
La Roma è quarche cosa che c'hai dentro
ce nasci e mori co' quella passione,
è 'na freccia che ha corpito er centro
der bersajo der còre e daa raggione
La Roma è sorella, amante e madre,
è amica ch'ogni tanto te consola,
si nella vita zozza e ladre,
t'affosseno er morale e la parola
La Roma è stà città che scenne n'campo
è er Colosseo ch'abbraccia er Cuppolone
come pè dije ar monno "nun c'è scampo,
sèmo Caput Mundi d'ogni nazzione!"
La Roma è spirito d'appartenenza,
a 'na bandiera a bande a du' colori,
è quarche cosa che 'n pòi fanne senza,
è tutt'un misto de ggioie e dolori
La Roma è amore, è pura fratellanza,
è 'n coro de 'n mijone de persone
che c'hanno tutte la bòna creanza,
d'avecce in fonno all'occhi st'emozzione
La Roma è quella maja colorata,
cò li colori der foro romano,
tinta cor sangue e d'oro bordata,
d'un giallo-ocra e 'n rosso-pompeiano
La Roma è Roma e resta tale e quale,
si vince, perde, patta o se riposa,
er tifo è uno solo, è solo, è viscerale
a prescinne da chi, da come e cosa
La Roma è fija amata e prediletta
de' 'na città d'origgine imperiale,
e se distingue da l'altra cadetta
che serve solo a fà tifà er lazziale
La Roma è voja e sete de giustizzia
de 'n monno zozzo, marcio e marchettaro,
dov'esse onesti 'n'è cosa propizzia,
va avanti solo chi è ladro e baro
La Roma è er sole, è er sale, è er condimento
che rènne più gustose le pietanze
è rabbia, è forza e onore, è fomento,
è er filo che ce accorcia le distanze
La Roma è vanto, è orgojio, è aspettativa,
che fa speranza de 'na vita intera,
la quintessenza pura e recidiva
de vive 'n sogno fino a che 'n's 'avvera
La Roma è tutto questo e tanto ancora,
che nun posso spiega' co' du' quartine,
te aguro, fijo mio, già sin da ora,
de cresce co' st'amor senza confine !!!
Secondo una chiave di lettura vicina alla psicologia (che può portare a comprendere le note attenzioni di Freud verso Nietzsche) e al concetto di "tempo" come tempo dell'anima o "durata" bergsoniana, l' "eterno ritorno" dell'uguale è visto come una trappola statica alla quale è sottoposto il destino umano, che nel suo movimento apparente tra passato, presente e futuro, è necessariamente immobilizzato dalle "scorie indigeste" della propria storia personale, dal proprio substrato psichico, che rallenta e alla fine impedisce ogni progresso o cambiamento.
È proprio questo passato che, rielaborato prima dalla mente del singolo, poi dalle masse tramite processi storici e culturali, si traduce in "ragione apollinea" (il Super Io freudiano), andando ad inibire progressivamente e a rimuovere l' "istinto dionisiaco" proprio dell'era presocratica, preplatonica e precristiana.
Al contrario, tagliare col passato, per sempre e continuativamente, vuol dire rompere il circolo perpetuo che vizia il destino dell'uomo; rompere il cerchio dell'"eterno ritorno" significa aprirsi la via ad un nuovo tempo rettilineo, proiettato verso l'infinito e infinitamente diverso da sé, in costante cambiamento. Eliminare il macigno che l'uomo si trascina appresso dai tempi di Socrate Oltreuomo, e che vede nelle nuove generazioni, svincolate dalla tradizione e dal passato, la possibilità di salvezza per il genere umano. quindi equivale ad una redenzione esistenziale che sfocia nell'nell'Oltreuomo, e che vede nelle nuove generazioni, svincolate dalla tradizione e dal passato, la possibilità di salvezza per il genere umano.
(da wikipedia)
Perchè ogni giorno devi lottare?

ETA' SCUSE PER NON ACCETTARE UN APPUNTAMENTO
17 Mi devo lavare i capelli
25 Mi devo lavare i capelli e fare la messa in piega
35 Mi devo fare la tinta ai capelli
48 Mi devo far fare la tinta da Stefàn
ETA' SPORT PREFERITO
17 Shopping
25 Shopping
35 Shopping
48 Shopping
66 Shopping
ETA' APPUNTAMENTO IDEALE
17 McDonalds
25 Cena o pranzo gratis
35 Un diamante
48 Un diamante più grosso
66 A casa da sola
ETA' FANTASIA PREFERITA
17 Alto, bello e moro
25 Alto, bello, moro e con i soldi
35 Alto, bello, moro, con i soldi e con un cervello
48 Un uomo con i capelli
66 Un uomo
ETA' QUAL E' L'ETA' MIGLIORE PER SPOSARSI?
17 17
25 25
35 35
48 48
66 66
ETA' APPUNTAMENTO IDEALE
17 Offre di pagare lui
25 Paga lui
35 Prepara la colazione la mattina dopo
48 Prepara la colazione la mattina dopo per i bambini
66 Riesce a masticare la colazione

L’ira può nascere da tante cose. Da sentimenti d’impotenza e di frustrazione, dalla dignità umiliata, dall’orgoglio ferito, da ingiustizia subita, da accumulo di dispiaceri, dall’angoscia di essere trascurati nella considerazione…
E spesso dal sospetto. Alimentato dalla gelosia, sostenuto da una visione deformante ed ansiosa. La collera ha sempre una causa, afferma Franklin, ma quasi mai è giusta.
L’ira ci acceca. Interrompe i collegamenti con gli altri e con noi stessi. Nel momento della tempesta emotiva, non ci rendiamo più conto di ciò che diciamo e facciamo. “La maggior parte delle volte non è la situazione a lasciarci in stato di prostazione ma la collera stessa” (Borrel).
L’attenzione si sposta così dal problema che ha causato l’indignazione al rincrescimento per la stessa.
S’innesca una tipica spirale negativa. Anziché persuadere l’aggressore, noi lo invogliamo all’ostinazione, fornendogli un pretesto.L’altro non ascolta quello che diciamo ma percepisce solo l’aumento del tono di voce e la violenza delle parole.Spesso si trasforma in vittima, utilizzando tale atteggiamento come scusa per non dare ascolto alle verità che lo disturbano.