martedì 30 marzo 2010

“Perchè mi dimetto da Papa”. Pedofilia, le parole che Ratzinger non ha detto

(da INFORMARE PER RESISTERE mercoledì 24 marzo 2010)


Se Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, si fosse chiamato papa Francesco I o Zeffirino I al popolo d’Irlanda avrebbe scritto la seguente lettera:

Signore e Signori, donne e uomini d’Irlanda,
non vi chiamo «Carissime e carissimi figlie e figli» come è usanza edulcorata nei documenti ecclesiastici anche perché non posso rivolgermi a voi con espressioni affettuose come se nulla fosse successo. Mi rivolgo a voi, non con distacco, ma con timore e tremore, con rispetto, stando a debita distanza, in punta di piedi e consapevole che nessuna parola può lenire la vostra rabbia, il vostro dolore e il marchio che in modo indelebile è stato impresso sulla vostra carne viva. Io non sono degno di rivolgermi a voi con parole di affetto.
Vi scrivo per dirvi che presto verrò a trovarvi, verrò solo, senza seguito e senza fanfare: a piedi nudi e a capo scoperto, umile e penitente, sì, come si addice al «servo dei servi di Dio». Verrò per inginocchiarmi davanti a voi e chiedervi perdono dal profondo del cuore perché su una cosa non possiamo, voi ed io, avere dubbi: la responsabilità di tutto ciò che ha coinvolto i vostri figlie e figlie, virgulti innocenti, rovinati per sempre, è mia, solo mia, esplosivamente mia. Mi assumo totalmente la responsabilità della colpa di pedofilia di cui si sono macchiati molti preti e religiosi in istituti e collegi sotto la giurisdizione della Chiesa cattolica.
In quanto vescovo della Chiesa universale non ho parole e sentimenti per alleviare il tragico giogo che è stato posto sulle vostre spalle. Sono stato per oltre un quarto di secolo a capo della congregazione della dottrina della fede e non ho saputo valutare la gravità di ciò che avveniva in tutto il mondo: negli Stati Uniti, in Irlanda, in Germania e ora anche in Italia e, ne sono certo, anche in tutti gli altri paesi del mondo. La piaga è enorme, estesa e dilagante e io non sono stato capace di leggerne la gravità, la pericolosità e l’ignominia.
Ho preferito salvare la faccia dell’Istituzione e a questo scopo nel 2001 ho emanato un decreto con cui avocavo a me i casi di pedofilia e imponevo il «silenzio papale»: ciò significa che chiunque avesse parlato era scomunicato «ipso facto», cioè immediatamente. Se vi è stata omertà, se vi è stata complicità dei preti, religiosi, vescovi e laici, la colpa è mia e solo mia. Per salvare la faccia, ho finito di dannare uomini e donne, bambini e bambine che sono stati macellati nell’ignominia dell’abuso sessuale che è grave quando accade tra adulti, ma è terribile, orribile, blasfemo e delinquenziale quando avviene su minori.
Non si tratta di poche persone che hanno sbagliato. Mi ero illuso che fosse così, invece ora prendo atto amaramente che la responsabilità sta principalmente in quella struttura che si chiama «seminario» i cui criteri di formazione, io e gli altri responsabili della Chiesa abbiamo varato, mantenuto e preteso che fossero attuati. Con i nostri metodi educativi poco umani e disincarnati, abbiamo creato preti e religiosi devoti, ma avulsi dalla vita e dalla problematicità di essa, uomini e donne inconsistenti, pronti ad ubbidire perché senza spina dorsale e senza personalità. In una parola abbiamo creato mostri sacri che si sono avventati sulle vittime innocenti, appena si sono scontrati con la realtà che non hanno saputo reggere e con cui non hanno potuto confrontarsi. Personalità infantili che hanno abusato di bambini senza nemmeno averne coscienza.
Oggi ritengo che una grande responsabilità sia da mettere in conto al celibato obbligatorio per preti e religiosi, un sistema che oggi non regge, come non ha mai retto nella storia della Chiesa: dietro la facciata formale, ben pochi hanno osservato questo stato che in se stesso è un valore, ma solo se voluto per scelta di vita, libera e consapevole. Su questo punto, prendo l’impegno di mettere all’ordine del giorno il senso del celibato perché si arrivi ad un clero coniugato, ma anche celibe per scelta e solo per scelta.
Vengo a voi, spoglio di ogni autorevolezza perché l’ho perduta e con le mani vuote per chiedervi perdono e subito dopo nella curia romana e nelle chiese locali licenzierò tutti coloro che in qualsiasi modo sono stati implicati in questa dramma. Infine, mentre la giustizia umana farà il suo corso, affiderò il personale responsabile di queste ignominie per curarlo perché si tratta di menti e cuore malati.
Infine, rassegnerò le dimissioni da papa e lo farò dalla terra d’Irlanda, il paese, forse più colpito. Mi ritirerò in un monastero a fare penitenza per i giorni che mi restano perché ho fallito come prete e come papa. Non vi chiedo di dimenticare, vi supplico di guardare avanti, sapendo che il Signore che è Padre amorevole, di cui siamo stati indegni rappresentanti, non abbandona alcuno e non permette che l’angoscia e la sofferenza abbiano il sopravvento. Che Dio mi perdoni, e con lui, se potete, fatelo anche voi. Con stima e trepidazione.

Roma, 19 marzo 2010, memoria di S. Giuseppe, padre adottivo di Gesù.

Francesco I, papa (ancora per poco) della Chiesa cattolica

domenica 28 marzo 2010

Il LUPO ha dato la caccia, ha scovato ed ha SBRANATO...


Grazie Dio che m'hai fatto GialloRosso...perchè essere Romanisti significa avere tutto e tutti contro, perchè ciò non ti affligge ma ti esalta, perchè questa scelta implica il coraggio...
AS ROMA 1927... TI AMO!!!


Un ringraziamento particolare a:
- Danielino "Capitan Futuro" DE ROSSI
- Luca "Gulliver" TONI

to be continued...

sabato 27 marzo 2010

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

A TUTTI GLI INTERISTI: non vorrei che vi sfiorasse il pensiero che io stasera sia magnanimo con voi e quindi non commenti la partita per commiserazione nei vostri confronti. Sto solo festeggiando la MIA vittoria. Più tardi mi occuperò anche di voi. Quando avrò tempo.

GENS ROMANA IMPERAT.

giovedì 25 marzo 2010

...questo è er gioco e ROMA ve lo 'nsegna...


Lo senti il fiato caldo sul collo?
...il LUPO sta arrivando...TREMA!

mercoledì 24 marzo 2010

Li sette colli

Er primo, er più antico, è l’Aventino,

se passa poi via via ar Viminale,

cui normarmente segue er Quirinale,

prima de chiama’ in causa l’Esquilino.

C’è er Celio, quindi, ‘ndo sta l’ospedale,

der marinaio come dell’arpino,

vicino ar Colosseo c’è er Palatino,

a chiude er Campidojo, er più centrale.

E’ su sti colli che s’adaggia Roma,

a cui ho ‘mpacchettato sti sonetti,

pe’ falli intènne mejo, ner suo idioma.

Ma co’ ste strofe qui e sti versetti,

ho solo messo in rima quest’assioma:

che Roma s’ama co’ preggi e difetti.

(Stefano Agostino)

lunedì 22 marzo 2010

CATONE IL CENSORE

"I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori."

Hai Scelto Me - Zucchero




Hai scelto me
Oh no
Quando capita.
Ho scelto te
non lo so
quando capita

so che mi sento diverso
quasi disperso
hai scelto me
e adesso che... e ...

ho scelto te
amore mio
se ti capita fa
che sia tutto diverso...

Fa che sia tutto diverso
c'è un uomo perso
sul treno che
precipita...
che un cielo terso
accendi il blu
se tu...

Hai scelto me
passa di qui
se ti capita...

domenica 21 marzo 2010

ROMA - Udinese


Quanno che 'ncomincia la partita
ogni tifosetta se fà ardita,
strilla Forza Roma a tutto spiano
co' la bandieretta 'n mano,
perchè c'ha er CORE ROMANO.

venerdì 19 marzo 2010

Papà, cos'è la Roma? (auguri Papà...)

...La Roma,fijo mio, è 'na fede
nun vojo toje gnente ar Signore
ner quale, unico Dio, continuo a crede,
ma questa è n'altra storia, è n'artro amore

La Roma è quarche cosa che c'hai dentro
ce nasci e mori co' quella passione,
è 'na freccia che ha corpito er centro
der bersajo der còre e daa raggione

La Roma è sorella, amante e madre,
è amica ch'ogni tanto te consola,
si nella vita zozza e ladre,
t'affosseno er morale e la parola

La Roma è stà città che scenne n'campo
è er Colosseo ch'abbraccia er Cuppolone
come pè dije ar monno
"nun c'è scampo,
sèmo Caput Mundi d'ogni nazzione!"


La Roma è spirito d'appartenenza,
a 'na bandiera a bande a du' colori,
è quarche cosa che 'n pòi fanne senza,
è tutt'un misto de ggioie e dolori

La Roma è amore, è pura fratellanza,
è 'n coro de 'n mijone de persone
che c'hanno tutte la bòna creanza,
d'avecce in fonno all'occhi st'emozzione

La Roma è quella maja colorata,
cò li colori der foro romano,
tinta cor sangue e d'oro bordata,
d'un giallo-ocra e 'n rosso-pompeiano

La Roma è Roma e resta tale e quale,
si vince, perde, patta o se riposa,
er tifo è uno solo, è solo, è viscerale
a prescinne da chi, da come e cosa

La Roma è fija amata e prediletta
de' 'na città d'origgine imperiale,
e se distingue da l'altra cadetta
che serve solo a fà tifà er lazziale

La Roma è voja e sete de giustizzia
de 'n monno zozzo, marcio e marchettaro,
dov'esse onesti 'n'è cosa propizzia,
va avanti solo chi è ladro e baro

La Roma è er sole, è er sale, è er condimento
che rènne più gustose le pietanze
è rabbia, è forza e onore, è fomento,
è er filo che ce accorcia le distanze

La Roma è vanto, è orgojio, è aspettativa,
che fa speranza de 'na vita intera,
la quintessenza pura e recidiva
de vive 'n sogno fino a che 'n's 'avvera

La Roma è tutto questo e tanto ancora,
che nun posso spiega' co' du' quartine,
te aguro, fijo mio, già sin da ora,
de cresce co' st'amor senza confine !!!

AVVISO AI NAVIGANTI

La misura è davvero colma.
Ho fatto il pieno. Potrei esplodere.

giovedì 18 marzo 2010

martedì 16 marzo 2010

La mia stella (ROMA)

Però, pe’ quanti sforzi che facessi,

scrutanno sopra sotto e in ogni verso,

nun la ‘ncontravo mai,

seppur vedessi.

E sta ricerca vana m’ha disperso,

finchè er tuo nome scritto in cielo lessi

e vidi te, trovanno l’universo…

(La mia stella - Roma in rima)

lunedì 15 marzo 2010

Le Idi di Marzo

Onore a Nonno Giulio...

domenica 14 marzo 2010

un altro pareggio inutile, e perciò irritante!

E non posso neanche prendermela con LUCARELLI!!
(che, detto tra noi, mi sta sulle palle terribilmente, CRISTIANO...ovviamente...)

buonanotte...

...vita di merda...

sono qui...

Sono qui per trovare un riflesso Che ti assomigli un po' perché mi sento solo... Mi vedi qui che cerco pace nel cuore Ma so soltanto come evitare l'amore...

sabato 13 marzo 2010

In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte (Friedrich Nietzsche)

Nel caso specifico del discorso esistenziale, Nietzsche fa notare che (essendo le "cose del mondo" di numero finito, e il tempo infinito) anche nella vita umana questo concetto è applicabile: ogni evento che possiamo vivere, l'abbiamo già vissuto infinite volte nel passato, e lo vivremo infinite volte nel futuro. La nostra stessa vita è già accaduta, e in questo modo perde di senso ogni visione escatologica della vita. In Così parlò Zarathustra, Nietzsche mostra come il comprendere questo punto sia fondamentale nel processo di crescita spirituale che porta all'Oltreuomo. La caratteristica fondamentale dell'Oltreuomo sta proprio nella sua capacità di non pensare più in termini di passato e futuro, di principii da rispettare e scopi da raggiungere, ma vivere "qui e ora" nell'attimo presente.

Secondo una chiave di lettura vicina alla psicologia (che può portare a comprendere le note attenzioni di Freud verso Nietzsche) e al concetto di "tempo" come tempo dell'anima o "durata" bergsoniana, l' "eterno ritorno" dell'uguale è visto come una trappola statica alla quale è sottoposto il destino umano, che nel suo movimento apparente tra passato, presente e futuro, è necessariamente immobilizzato dalle "scorie indigeste" della propria storia personale, dal proprio substrato psichico, che rallenta e alla fine impedisce ogni progresso o cambiamento.

È proprio questo passato che, rielaborato prima dalla mente del singolo, poi dalle masse tramite processi storici e culturali, si traduce in "ragione apollinea" (il Super Io freudiano), andando ad inibire progressivamente e a rimuovere l' "istinto dionisiaco" proprio dell'era presocratica, preplatonica e precristiana.

Al contrario, tagliare col passato, per sempre e continuativamente, vuol dire rompere il circolo perpetuo che vizia il destino dell'uomo; rompere il cerchio dell'"eterno ritorno" significa aprirsi la via ad un nuovo tempo rettilineo, proiettato verso l'infinito e infinitamente diverso da sé, in costante cambiamento. Eliminare il macigno che l'uomo si trascina appresso dai tempi di Socrate Oltreuomo, e che vede nelle nuove generazioni, svincolate dalla tradizione e dal passato, la possibilità di salvezza per il genere umano. quindi equivale ad una redenzione esistenziale che sfocia nell'nell'Oltreuomo, e che vede nelle nuove generazioni, svincolate dalla tradizione e dal passato, la possibilità di salvezza per il genere umano.

(da wikipedia)

giovedì 11 marzo 2010

come il sole a mezzanotte...

Scrivo una canzone solo per me
Che dia voce ai momenti in cui non riesco a gridare
Che rivesta gli spigoli di un’anima che è
Lacerante troppo mobile per me..

Voglio una canzone ancora per me
Che mi possa mentire quando il letto è troppo grande
Che mi faccia pensare di essere speciale si, respiro, sono speciale
Come il sole a mezzanotte!

ZERO

Perchè ogni giorno devi lottare?
Io capisco lottare contro qualcuno o per qualcosa. Ma non lottare contro se stessi non avendo punti di riferimento.
Navigare nel mare della vita a vista, a braccio.
Pensi di avere qualcosa, ma questo qualcosa non è tuo e forse non lo sarà mai. Ti illudi che un gesto, un cenno sia la luce in fondo al tunnel, ma improvvisamente, con la stessa velocità con cui si era accesa, nel momento in cui meno te lo aspettavi, si spegne. E cadi di nuovo nel buio più profondo. Senti mani che ti sfiorano, voci intorno a te, ma non le ascolti...aspetti che la luce si riaccenda.

E mentre aspetti invecchi...

Uno dei primi post di questo blog, ormai tre anni fa, era una frase di Bennato: "un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo, in un altro ti svegli e devi cominciare da ZERO."
Troppe volte cominci da zero le tue giornate. Troppi zeri. Gli zeri hanno valore solo con una cifra davanti. E quella cifra va e viene con la stessa velocità della luce in fondo al tunnel.

Una curiosa attinenza. ZERO era il nome dei caccia guidati dai kamikaze giapponesi nel secondo conflitto mondiale. Si lanciavano sulle navi americane immolando la loro vita per una giusta causa. Finirai anche tu per indossare la fascia col SOL LEVANTE?
BANZAI!!

lunedì 8 marzo 2010

ho deciso...

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove

Io, un tempo era semplice
ma ho sprecato tutta l'energia
per il ritorno

Lascio le parole non dette
e prendo tutta la cosmogonia
e la butto via
e mi ci butto anch'io

Sotto le coperte
che ci sono le bombe
è come un brutto sogno
che diventa realtà

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo

Applico alla vita
i puntini di sospensione
Che nell'incosciente
non c'è negazione...

non guardare...

qui...non c'è nulla di nuovo...non ancora...

giovedì 4 marzo 2010

Io Non Piango - Franco Califano



Io nun piango pe' quarcuno che more,
non l'ho fatto manco pe 'n genitore
che morenno m'ha 'nsegnato a pensare,
non lo faccio per un altro che more.
Io nun piango quanno scoppia 'na guera,
er coraggio de’ l'eroi stesi in tera,
io lo premio co' du' fiori de serra,
ma nun piango quanno scoppia 'na guera.
lo piango, quanno casco nello sguardo
de' 'n cane vagabondo perché,
ce somijamo in modo assurdo,
semo due soli al monno.
Me perdo, in quell'occhi senza nome
che cercano padrone,
in quella faccia de malinconia,
che chiede compagnia.
Io nun piango quanno 'n omo s'ammazza,
il suo sangue nun me fa tenerezza,
manco se allagasse tutta 'na piazza,
io non piango quanno 'n omo s'ammazza.
Ma piango, io piango sulle nostre vite,
due vite violentate.
A noi, risposte mai ne abbiamo date,
ecco perché la sete...
lo piango, su tutto er tempo che ce resta
e me ce sento male.
Domani, se non sbajo è la tua festa;
la prima senza viole... la prima senza viole... la prima senza viole...

chiusura

mi sono chiuso in me stesso...ed ho perso le chiavi...

è inutile...

...parlare.
Tanto il tuo interlocutore è troppo impegnato ad ascoltare la sua voce per ascoltare te e, soprattutto, le tue ragioni. Ammesso che tu ne abbia.
Ma è meglio se parti dal presupposto di aver torto.
Così facendo non avrai alcuna delusione. Un bel vantaggio...

mercoledì 3 marzo 2010

La Fame Di Camilla - Buio e Luce



Sono qui in cerca di un'anima
Con cui dividere tutto quello che ho
Sono qui per trovare un riflesso
Che ti assomiglia un po' perché mi sento solo
Mi vedi qui che cerco pace nel cuore
Ma so soltanto come evitare l'amore

Sognerò cieli sereni
Mentre il vento soffia su di me
Fingerò di non pensarti
Mentre fingi di non voler più me

Guardaci siamo come due satelliti
Abbiam bisogno di gravitare vicini
Guardami perché siamo uguali
Lo sai che Buio e Luce sono figli del sole

Sognerò cieli sereni
Mentre il vento soffia su di me
Fingerò di non pensarti
Mentre fingi di non voler più me

Distrattamente sento la tua voce dire il mio nome
Siamo due strade che s'intrecciano tu non puoi credere
Che la ragione debba dire questo cuore come guarire

Distrattamente sento la tua voce dire il mio nome
Siamo due strade che s'intrecciano tu non puoi credere
Che la ragione debba dire questo cuore come fare
Per non soffrire deve solo sognare sognare

Sognerò cieli sereni
Mentre il vento soffia su di me
Fingerò di non pensarti
Mentre fingi di non voler più me

lunedì 1 marzo 2010

poesia p'er poro laziale


Dopo che pe' tanto tempo hai rosicato
Nun tè parso vero d'ave' ripreso fiato
Ma nun te sembra d'essete allargato?!?
Che è tutta sta boria?
Macché te sei scordato de la storia?
È ROMA la "città eterna"
È ROMA "caput mundi"
Fin dai tempi dell'impero
Er nome tuo era 'n mistero
E pe' fatte riconosce in Bulgaria
C'hanno scritto ROMA sulla didascalia
È inutile che sbraiti con le mani e t'avveleni
Cor fele in core e 'r veleno in bocca
Perché la tua è 'na pretesa sciocca
Nun te l'ha detto pure er presidente
Che come tifoso vali poco o niente?!?
Quinni nun è er caso che te la piji
Nun s'improvvisa un popolo d'eroi
Dov'hanno predicato li coniji!
Perciò io mo' te dico:
risparmiate sto strazio
nun c'ho corpa io si tu sei della LAZIO!

domenica 28 febbraio 2010

la cosa più desiderabile...

« L'antica leggenda narra che il re Mida inseguì a lungo nella foresta il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando quello gli cadde infine tra le mani, il re domandò quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l'uomo. Rigido e immobile, il demone tace; finché, costretto dal re, esce da ultimo fra stridule risa in queste parole: 'Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto. »

(Nietzsche.La nascita della tragedia)

sabato 27 febbraio 2010

venerdì 26 febbraio 2010

tanto è lo stesso...soffro, anche spesso...

Vasco Rossi - Ad Ogni Costo



Cosa ci vieni a fare? (ovvero come mascherare il MIO "rodimento di culo da sconfitta")

Che ci vieni a fare allo stadio se poi, nel caso in cui la tua squadra stia perdendo, te ne vai prima?
La Roma non è una puttana. Non ti ci diverti solo quando ti fa divertire.
La Roma è una fede, un grande AMORE.
Un grande AMORE non lo abbandoni così.

Ci puoi litigare, puoi avere delle divergenze, puoi voler dire la tua.
Ma non l'abbandoni. Perchè la AS ROMA è ROMA.
E' una città, un cuore, una storia, un popolo, una cultura, che tu forse non vedi o non vedevi, ma c'è e non si cancella.
Quale altra città al mondo contiene nel suo nome la parola AMOR(E)? NESSUNA.
E' solo amore questo, anzi no, AMORE.

NON CI VENIRE PIU' ALLO STADIO. NON TI VOGLIAMO. PREFERIAMO PIANGERE DA SOLI DELLE NOSTRE SCONFITTE. E finire di guardarci la partita senza vedere te che ti alzi, con dieci minuti di anticipo, e ci occludi la visuale "per non beccare il traffico".

Guardatela a casa la partita. Stai comodo, coi piedi nelle ciabatte.
Costa meno e non prendi freddo.

PS. non ce ne frega un cazzo del traffico, non ce ne frega un cazzo di prendere freddo, non ce ne frega un cazzo di aver perso: c'è sempre e solo l'AS ROMA!!!

Lo sai perchè
tutta la mia vita è giallorossa
C'è una ragione
ho la Roma in fondo al cuore
AS Roma io non vivo senza te
(sulle note di "maledetta primavera")

martedì 23 febbraio 2010

auguri...

...a mio fratello.
50 ANNI!

venerdì 19 febbraio 2010

chi ti conosce più di tuo figlio?

Io: ...lo diceva anche Marco Tullio Cicerone...
Riccardo: chi? Suppongo sia qualcuno legato all'antica Roma, conoscendoti...


(mi sono commosso...)

lunedì 15 febbraio 2010

Daniele De Rossi





"Il mio amore per la Roma nasce prima di aver cominciato a giocare
in questa squadra e lontano da questa squadra io non mi ci vedo:
non sarei altrettanto felice a giocare con un'altra maglia che
la Roma compri o non compri campioni.

Perché io gioco per la Roma non per la società.
Non sapete Roma che significa.
La Roma è un orgoglio"
Daniele De Rossi

senza parole...

giovedì 11 febbraio 2010

Pensavo...

Pensavo di poter rimanere giovane per sempre.

Pensavo che seppur destinato cronologicamente a "vivere" i soli anni 80, mi sono trovato a vivere i 90, ed il primo decennio del 2000, in "modalità giovane".

Pensavo che internet mi avesse aiutato per molto tempo ancora a poter mantenere questo status, riuscendo sempre ad aggiornarmi su ciò che succede e permettendomi di continuare a mantenere il mio spirito critico (peraltro sempre molto sviluppato).

Pensavo che il non far mai caso all'età del mio interlocutore e il cercare di adeguarmi sempre camaleonticamente al suo livello culturale e, soprattutto, alla sua vita anagrafica, fosse la strada giusta per continuare in questa mia mira.

Ma più di tutto pensavo che essere stato vicino a mio figlio per tutti questi anni, rinascere e crescere di nuovo insieme a lui sarebbe stato il mio asso nella manica. Fare con lui, scoprire, studiare di nuovo insieme, essere per lui una presenza vera, quella che forse io non ho mai avuto.

Pensavo che quest'ultimo più di tutti fosse il segreto per essere giovane sempre. Il mio passaporto per l'immortalità.

Non sarà così. L'anello si spezza. Ed il mio cuore con lui.

Big Kahuna. Il monologo

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!

Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.

Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...

Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.

Rilassati!

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.

Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.

Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.

Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.

Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.

Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.

Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio... per questa volta.

martedì 9 febbraio 2010

un nuovo volto...

Un nuovo volto al blog.
mi piace...vedrò...

Il Fuhrer scopre la potenza dell'AS Roma

Mi piace scivolarvi fuori da ogni calcolo Per riportarmi in riga servira' un miracolo...

vorrei...

Dal vocabolario della lingua italiana: STRAORDINARIO = che non rientra nei limiti di ciò che è ordinario, solito, stabilito; che esula dalla norma, dal programma.

Vorrei un giorno riuscire a costruire. Non solo a distruggere.
Vorrei trovare pace. Vorrei una vita normale.
Smettere di essere "straORDINARIO"...

domenica 7 febbraio 2010

giornata piena...

....non c'è che dire...

mi sono fidanzato...

ho mangiato un'ottima Fiorentina stasera...cotta a fuoco lento!

La mia romanità...

La mia vita è sta città, la mia vita è ROMA, l'altri nun ce vonno sta...no tu nun ce poi capì si nun stai quà, non capisci come vivo la mia romanità...

venerdì 5 febbraio 2010

Potrei averlo detto io...

"Quando indosso questa maglia mi trasformo. Io mi sento di Roma e sono romanista, è come se fossi nato qua. Sono felice della scelta che ho fatto due anni fa e spero di rimanere qui il più a lungo possibile."

(Rodrigo Ferrante TADDEI - 25 giugno 2007)

Quell'uomo...

Uno al quale stanno togliendo pian piano ogni ragione per cui lottare.
Uno che si svegliava la mattina (ammesso che avesse dormito) con la voglia di spaccare tutto.
Per qualcosa. Per qualcuno.

Quell'uomo forte non c'è più. Credo sia morto.
Ha preso il suo posto un'altra persona. Uno che ha freddo. Freddo nell'anima.

giovedì 4 febbraio 2010

mercoledì 3 febbraio 2010

R O M A

quattro lettere, un amore, un lungo brivido in fondo al CUORE...

lunedì 1 febbraio 2010

I TRE TIFOSI

Un tifoso della Juve, un tifoso della Roma e uno della Lazio erano su una spiaggia in Arabia Saudita a bersi una cassa di alcool di contrabbando, quando all'improvviso arriva la polizia e li arresta. Il solo possedere alcool in Arabia Saudita è un crimine grave quindi, per l'ancor più terribile crimine del consumo di a...lcool, furono condannati a morte. Dopo molti mesi d'appello con l'aiuto di avvocati molto in gamba riuscirono a tramutare la sentenza di morte a prigione a vita. Fortuna volle che il giorno in cui il processo finì in Arabia Saudita era festa nazionale e lo Sceicco essendo di buon umore decise che questi potevano essere liberati e puniti solo con 20 frustate a testa. Mentre si preparavano per la punizione, lo sceicco disse: - Oggi è il compleanno della mia prima moglie e lei mi ha chiesto di esaudire un desiderio ad ognuno di voi prima di farvi frustare. Per primo toccò al tifoso della Juve (che aveva bevuto di meno) che ci pensò un po' e disse: - Legatemi un cuscino sulla schiena! Così fu fatto, purtroppo il cuscino durò solo 10 frustate e le altre 10 gli lacerarono la schiena e fu portato via sanguinante e in agonia. Poi toccò al tifoso della Lazio (che aveva bevuto abbastanza) che, vista la scena, disse: - Legatemi 2 cuscini sulla schiena! Ma i due cuscini durarono solo per 15 frustate, le altre 5 gli lacerarono la schiena e anche lui fu portato via sanguinante e piagnucolante come una bambina. Era ora il turno del tifoso della Roma (che aveva bevuto piu di tutti) ma prima che questo potesse dire qualcosa, lo sceicco disse: - Tu sei un tifoso della squadra coi colori più belli del mondo. I tifosi della Roma sono i migliori e i più fedeli del mondo per questa ragione ti concederò ben due desideri. - Grazie, Vostra Altezza! - rispose il tifoso della Roma - In ammirazione della Vostra clemenza come primo desiderio voglio che mi siano date 100 frustate invece di 20... - Non solo sei una persona d'onore, bello e simpatico, sei anche coraggioso! - esclamò lo Sceicco con ammirazione. - Ebbene se 100 frustate sono il tuo desiderio così sarà fatto. Ora dimmi... qual è il tuo secondo desiderio? - LEGATEMI IL LAZIALE SULLA SCHIENA!!!

te vedo depresso, se salutamo adesso...su non fare così...vai dritto in SERIE B!

venerdì 29 gennaio 2010

LE TAPPE DELLA VITA DI UNA DONNA

ETA' DRINK PREFERITO
17 Braghetto
25 Vino bianco
35 Vino rosso
48 Dom Perignon
66 Shot di Jack Daniels


ETA' SCUSE PER NON ACCETTARE UN APPUNTAMENTO
17 Mi devo lavare i capelli
25 Mi devo lavare i capelli e fare la messa in piega
35 Mi devo fare la tinta ai capelli
48 Mi devo far fare la tinta da Stefàn


ETA' SPORT PREFERITO
17 Shopping
25 Shopping
35 Shopping
48 Shopping
66 Shopping


ETA' APPUNTAMENTO IDEALE
17 McDonalds
25 Cena o pranzo gratis
35 Un diamante
48 Un diamante più grosso
66 A casa da sola


ETA' FANTASIA PREFERITA
17 Alto, bello e moro
25 Alto, bello, moro e con i soldi
35 Alto, bello, moro, con i soldi e con un cervello
48 Un uomo con i capelli
66 Un uomo


ETA' QUAL E' L'ETA' MIGLIORE PER SPOSARSI?
17 17
25 25
35 35
48 48
66 66


ETA' APPUNTAMENTO IDEALE
17 Offre di pagare lui
25 Paga lui
35 Prepara la colazione la mattina dopo
48 Prepara la colazione la mattina dopo per i bambini
66 Riesce a masticare la colazione

domenica 24 gennaio 2010

il passato remoto del verbo ridere è...io risi, tu ridesti...egli RIISE...al 93° minuto!!


Ho visto una grande Roma anche stasera...
Ho visto un portiere fare una grande cazzata e farsi espellere per cercare di salvare una partita.
Ed ho visto un grande "Roscio" (J.A. Riise) punirlo in zona Cesarini e portare un'altra vittoria nella Città Eterna! Terzi in classifica.
Laziele dove sei? Perchè non parli...

venerdì 22 gennaio 2010

vado...

...a dormire...

giovedì 21 gennaio 2010

Shine on you crazy diamond...

freddo...

...fuori e dentro...

detti popolari

un mio amico diceva sempre: "chi ha a che fare con i ragazzini, prima o poi si sporca di merda..."

martedì 19 gennaio 2010

io so salmone...

e va e va
chi va co' la corente è baccalà...
io so' salmone
e nun me 'mporta gnente
a me me piace anna contro corente...

lunedì 18 gennaio 2010

Le cinque regole dell'Impero Romano


I
Lavora sempre un po’ meno della tua soglia minima de sopportazione e
ricordate d’abbassà ciclicamente i livelli di detta soglia

II
Nun te incazzà coi deboli, nun te incazzà coi forti, NUN TE INCAZZÀ
PROPRIO. E ricorda, i deboli fanno finta e domani saranno forti; quinni si
proprio devi, menaje subito e nun li fa cresce

III
Non tutti i mali vengono pe’ nuoce, quinni tutte ‘e vòrte che hai fatto male a
quarcuno, nun te sembra, ma j’hai fatto bene, perciò nun te sta a
preoccupà, che tte frega

IV
Aiutati che tanto nun te aiuta nessuno. Ricorda anfatti che Dio è
onnipresente, quinni se voleva, te aiutava prima

V
Nun scajà mai la prima pietra si nun sei sicuro de pjallo bene. Sinnò è mejo
che te la conservi pe’ dopo

la musica...

La musica è il vero rifugio di sempre.
Nessuno può aiutare veramente la tua anima. Non c'è psicologo, prete o puttana che veramente ascolta le tue parole. Tutti ti guarderanno parlare, più o meno distrattamente, mentre si faranno un'idea di quello che stai dicendo. Questa idea non la saprai mai.
Ti racconteranno quello che vuoi sentirti dire. Ma cambieranno un pò la tua versione, per far vedere che servono a qualcosa, che hanno detto la loro.
E resterai coi tuoi problemi, mentre loro continueranno a vivere la loro vita.

La musica è tua. Non la devi ascoltare. E' lei che ascolta te, che ti cerca, che cambia ogni volta che la senti. La devi sentire...

Vita...

La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere. Quelli uguali non contano...

(Luciano De Crescenzo)

giovedì 14 gennaio 2010

Alberto Sordi "Anvedi sti sfollati profughi,a zozzi laziali"

TU PER NOI (MAGICA ROMA) - Massimiliano Buttarelli




Ce sta er sole a Roma stanotte
So più de centomila fiammelle che rischiarano er cielo
E in mezzo al mare de stelle
la sciarpa e lo striscione che difendi coi denti
e poi tutta la notte su n’treno
perché un sogno nun se po’ fermà

è nella tradizione romana accettà la gente ch’ è diversa
ma che c’ha rispetto pe sta città
na fontana, na piazza e un mercato affollato
e noi con core grosso così
la domenica in sud te sentirai dì

magica Roma, er grido de sta brigata solo tu Roma
ma n’ultrà a Roma è n’ ultrà ancora
sei muta de giorno a me parli de notte
senti c'è no strillo ner buio
e Roma piagne pe te

quattro gatti lì in amore
come er core mio vagabondo de notte
me dice "no tu non poi perdè"
ma no non te lasciamo saremo sempre uniti
e poi che e volemo fa
se te completi la bellezza de sta città
bagnata dal fiume della storia
le strade e i vicoli me fanno compagnia
gli spalti se potessero parlà
nun sai quanta gente hai fatto innamorà
e noi con core grosso cosi

la domenica in sud te sentirai dì
magica Roma, er grido de sta brigata solo tu Roma
no strillo ar cielo e n’ antro ancora
sei muta de giorno a me parli de notte
senti ce sto coro ner sole noi cantamo pe te

MAGICA ROMA, SOLO TU ROMA...

A te che sei la mia ROMA!!!

mercoledì 13 gennaio 2010

martedì 12 gennaio 2010

DAJE ROMA!!!

Daniele Silvestri - Testardo




Io so' testardo
c'ho la capoccia dura
e per natura non abbasso mai lo sguardo
è un'esigenza
perché c'ho 'na pazienza da leopardo
e so' testardo
e non mi ferma gnente
vado sempre avanti fino al mio traguardo
indifferente
e non m'importa gnente se ritardo

io so' de legno
e sembro muto e sordo
ma le tue parole, sta' tranquillo
che me le ricordo
e qualche volta me le segno

io so' de coccio
quello che dico faccio
io so' uno che, comunque vada
le promesse le mantiene
che poi nemmeno me conviene
molto

perché so' un muro
e pure se t'ascolto fondamentalmente
so' sicuro
che la tua vita è appesa a un filo
e io c'ho le forbici

però
se ancora un po' mi piaci
la colpa e dei tuoi baci
che m'hanno preso l'anima
de li mortacci tua

Io so' De Chirico
dico in senso simbolico
c'ho un controllo diabolico
quasi artistico
del mio stato psicofisico
e se hai capito, mo' traducilo

e so' tenace
perché alla gente piace
ma è evidente che con un coltello
mi puoi fa' cambia' opinione
aho, so' testardo
ma mica so' cojone

io so' de marmo
ma tu m'hai sbriciolato
perché so' testardo fino al punto
che so' sempre innamorato
pure se tu m'hai già scordato
- (e infatti l'hanno vista...)
- m'hanno informato!

però
se ancora un po' mi piaci
la colpa è dei tuoi baci
che m'hanno preso l'anima
de li mortacci tua

Il Regalo Più Grande - Tiziano Ferro

lunedì 11 gennaio 2010

11/01/2010 un anno dopo...

I tre uomini percorrevano la strada in salita, tra le montagne, circondati da neve che sembrava cotone e che omologava tutto. Era passata da poco l'ora di pranzo.
Un sole grigiastro li aveva accompagnati fino all'ingresso del cimitero. Entrarono.
Percorrere la lunga scala li immergeva lentamente in una nebbia fitta, come se entrassero in un'acqua torbida. Tutto ad un tratto le grasse risate nell'auto non erano neanche più un ricordo.
I ricordi, quelli si, si erano fatti strada dentro di loro e si erano impossessati della scena.
Senza parole. Non servivano più...
Si disposero orgogliosi in un naturale triangolo. Ogni tanto uno di loro cercava di sdrammatizzare e gli altri due abbozzavano un falso sorriso.
Poi di nuovo il silenzio. Il freddo. Fuori e nell'anima.
L'unico caldo quello del rivolo che colava sulle loro guance. Un rivolo continuo.
Un'emozione irrefrenabile e che nessuno dei tre, veramente, voleva frenare.
Era un momento unico, il loro momento.
Il sepolcro di marmo bianco, sovrastato dalla lapide con i nomi che avevano dato la vita ai tre uomini. Nomi che ora avevano un senso di sacro.
Il silenzio si ruppe ad un tratto. Singhiozzi. Il più giovane piangeva più forte. Non poteva essere lasciato da solo. Uno dei due gli si avvicinò e lo prese sottobraccio. Sapeva come fare, lo aveva fatto tante volte in passato ed intanto si girò a guardare il maggiore e gli disse "vieni qui..."
Ora erano loro tre, in fila, abbracciati, disposti nell'ordine cronologico naturale, guardavano i loro genitori e potevano piangere insieme. Loro tre...
Ad un tratto il più vecchio disse "annamo va..."
E ripresero la strada di casa...

Se veramente c'è una vita dopo la morte, io so che voi due siete lì...e che ci guardavate oggi. Nudi ed uniti, deboli e forti, forti come forse non lo siamo mai stati.
E so che questa cosa oggi ci ha fatto crescere, ci ha uniti ancora, ancora di più.

Ci rivedremo un giorno. Ma non ora...



venerdì 8 gennaio 2010

Paura...

Ieri sera credevo di aver perduto il mio anello.
Mentre parlavo con delle clienti seduto alla scrivania, indicando una brochure, mi sono accorto di non averlo al dito. Per un attimo il panico.
Le due mi hanno chiesto cosa succedeva, ed io, con malcelata preoccupazione, ho risposto "niente".

Mi sono ricordato "dove" lo avevo lasciato (in un centro estetico) e mi sono tranquillizzato.
La mattina dopo corsa al recupero. E' stato il periodo più lungo in cui non l'ho avuto al dito.
Quasi 24 ore!! Pericolo scampato...

martedì 29 dicembre 2009

LA NINNA NANNA DE LA GUERA - TRILUSSA

Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d'un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Chè quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!

lunedì 21 dicembre 2009

ancora ROMA SCENDE IN CAMPO

questo è il floorball...

...la nuova passione sportiva di Riccardo...speriamo che duri... :-)





ah...

Ieri all'olimpico se semo fatti na bella parmigiana. Doppia razione.
Hanno segnato Burdisso e Brighi. Tutti e due con la B.
Laziale, te dice quarcosa?

A ROMA c'è solo l'AS ROMA.

Roma scende in campo

As Roma vs Virtus Basket Roma.
Totti vs Gigli. Grande divertimento e soprattutto grande conferma di solidarietà.
Der gran core de Roma. Pianti, baci e abbracci.
Io c'ero. Con Ricky.





venerdì 11 dicembre 2009

mi spiego

...cioè mettendoci dentro quello che penso, quello che leggo, che vedo e non postando solo testi di altri o canzoni, ma magari i miei pensieri, fermarli, il motivo stesso per cui il blog è nato.
Un insieme di parole e pensieri, musica, emozioni...tutto.
Ho tralasciato questo per la frenesia abbagliante e rumorosa di Facebook, che macina tutto e non si sofferma su nulla.
Il blog era il mio vero diario, frequentato dai miei amici, che passavano a prendere il caffè da me e lasciavano un commento.
Una cosa mia...

giovedì 10 dicembre 2009

riprendere possesso...

Riprendere possesso del blog, della propria vita, dei propri pensieri.
Questo è l'imperativo ora. Scrivere.
Postare dopo aver pensato o mentre si pensa. Di getto.
Pensare. Non è cosa facile farlo.
Il caos...

Solo...



C'è un posto dentro me che non ti mostrerò
É qui nascosto

C'è un bambino che ora sa che si è perduto,ma
Ancora resta là
Ancora ce la fa
E, mentre aspetta lui
Lui si accorge che è solo
Io non voglio esser solo

C'è un posto dentro me che non ti mostrerò
é un posto freddo
Lì c'è un uomo stanco che tra le sue maschere
Continua a vivere
Qualcosa che non c'è
Ed ogni volta lui
Lui si accorge che è solo
Io non voglio esser solo

E tu ora mi chiedi che cosa vuol dire
Stare accanto a me
Se quello che vedi vuoi chiamarlo amore
Non lasciarmi mai solo
Io non voglio esser solo

E torno a vivere
Qualcosa che non c'è
Qualcosa come se
Io non fossi più solo
Io non voglio esser solo
E provo a vivere
E provo a vivere
Io provo a vivere

martedì 1 dicembre 2009

incertezze...

L'unica cosa che rende la vita sopportabile, è il non sapere che cosa verrà dopo...

lunedì 30 novembre 2009

"Ascolta la tua collera. Ha tanto da insegnarti" (M. Borrel, psicologa)

L’ira può nascere da tante cose. Da sentimenti d’impotenza e di frustrazione, dalla dignità umiliata, dall’orgoglio ferito, da ingiustizia subita, da accumulo di dispiaceri, dall’angoscia di essere trascurati nella considerazione…

E spesso dal sospetto. Alimentato dalla gelosia, sostenuto da una visione deformante ed ansiosa. La collera ha sempre una causa, afferma Franklin, ma quasi mai è giusta.

L’ira ci acceca. Interrompe i collegamenti con gli altri e con noi stessi. Nel momento della tempesta emotiva, non ci rendiamo più conto di ciò che diciamo e facciamo. “La maggior parte delle volte non è la situazione a lasciarci in stato di prostazione ma la collera stessa” (Borrel).

L’attenzione si sposta così dal problema che ha causato l’indignazione al rincrescimento per la stessa.

S’innesca una tipica spirale negativa. Anziché persuadere l’aggressore, noi lo invogliamo all’ostinazione, fornendogli un pretesto.L’altro non ascolta quello che diciamo ma percepisce solo l’aumento del tono di voce e la violenza delle parole.

Spesso si trasforma in vittima, utilizzando tale atteggiamento come scusa per non dare ascolto alle verità che lo disturbano.

martedì 17 novembre 2009

la paura...

il coraggio è la forza di vincere la paura. Senza paura non c'è coraggio. Solo incoscienza...

venerdì 13 novembre 2009

13 novembre

Anche quest'anno, come sempre, ti avrei mandato dei fiori. Ed anche quest'anno mi avresti anticipato "io te lo dico, non me mandà niente, sempre a fa' sprechi stai, pensa a risparmialli i sordi!" ...E poi, all'arrivo del fioraio te saresti messa a piagne e saresti stata felice...come sempre. Oggi è la tua festa, "la prima senza viole", come direbbe Califano... Auguri donna della mia vita, auguri Marì...

mercoledì 7 ottobre 2009

Un genio...

“Il romano deve essere adottato come lingua ufficiale del giornalismo; riesce a esprimere con estrema sintesi concetti per i quali in una qualsiasi lingua saremmo costretti a versare inutili fiumi d’inchiostro.” (Johnny Palomba)

mercoledì 16 settembre 2009

da: "vi presento joe black"

William: "Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio."

Susan: "Ah, tutto qua!?"

William: "Sì e abbi una felicità delirante o almeno non respingerla."

Susan: "Va bene... Abbi una felicità delirante, vedrò di fare il possibile."

William: "Lo so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Beh, dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare, perché se non hai tentato, non hai mai vissuto."

contro tutti gli occhi che incontrerò...

venerdì 17 luglio 2009

Non si chiama...

...Pecoraro di nome e Scanio di cognome.

Il nome completo è Alfonso Pecoraro Scanio.
Di nome si chiama Alfonso non Pecoraro!!

lunedì 6 luglio 2009

lattuccio...

freddo a colazione...

giovedì 23 aprile 2009

stavo pensando...

...di ricominciare a scrivere...